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26 gennaio 2018

Il Grazie del Sindaco di Montegallo

Nelle parole di Sergio Fabiani, Sindaco del Comune di Montegallo (AP), il più bel messaggio verso chi ha aderito alla nostra iniziativa … (che potete leggere nell’articolo del Nuovo Levante che segue) credo di non dover aggiungere altro, se non ricordare che la ricostruzione a Montegallo richiede  particolare fatica e impegno, perchè questo piccolo Comune di ca. 500 abitanti, non è un paese classico, ma è l’insieme di 23 piccole frazioni, ognuna con una strada da dover ripristinare, con dei servizi, con realtà distinte… Uno splendido nucleo di cui qui voglio riportare un po’ di storia.

Storia del Comune

Secondo la tradizione il primo nucleo dell’odierno Montegallo si fa risalire alla presenza di Marchio Gallo, inviato di Carlo Magno, il quale avrebbe fondato il castello del territorio sopra il “Monte” nel corso del VII secolo. Per diversi secoli il nucleo abitato rimase circoscritto al Castello con la sua chiesa e la grande vela campanaria e diede rifugio agli abitanti dell’intera valle. Nel 1250 entra nella sfera di influenza di Ascoli Piceno, con l’obbligo di avere come castellano un cittadino ascolano e di offrire annualmente l’omaggio del Palio, nella ricorrenza di S.Emidio. La denominazione “Mons Sanctae Mariae in Gallo” appare nelle Costituzioni Egidiane del 1357. Altra testimonianza è offerta dall’opera “Italiae Illustratae” dell’umanista Flavio Biondo (1392-1463) che in una descrizione storico-geografica delle regioni italiane compilata con presumibilmente tra il 1448 e il 1453, traccia un ritratto del territorio sibillino. C’è infatti uno stretto legame tra Montegallo e la leggenda delle Sibille, testimoniato da altri letterati tra cui Francesco Panfilo (umanista di San Severino Marche morto probabilmente intorno al 1542 nel suo “Picenum”), Leandro Alberti (1479-1552) che, nella sua “Descrittione di tutta Italia” pubblicata in prima edizione a Bologna nel 1550, inizia il suo racconto sulla Sibilla proprio riferendosi alla comunità di Montegallo a cui la grotta è molto vicina; da citare, inoltre, il geografo e cartografo olandese Paulus Merula (Paul von Merle, 1558-1607), nella sua “Cosmographiae generalis libri tres…”, pubblicata in prima edizione ad Amsterdam nel 1605. Solo nel XVI secolo, in tempi meno minacciosi, gli abitanti scesero più a valle e, riutilizzando in gran parte il materiale arenario del castello, diedero vita all’attuale frazione di Balzo, l’attuale capoluogo comunale. Pian piano nella valle sorsero nuovi centri, molti dei quali sono ancora presenti con i loro portalini e le finestre in pietra scolpita che risalgono proprio al XV/XVI secolo. L’architettura è legata alla presenza dei monaci benedettini, insediatisi nel territorio prima del nascere delle magistrature comunali. La frazione di Fonditore ha dato i natali al Beato Marco (1425-1496) a cui va attribuita l’organizzazione di primi Monti di Pietà.

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