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24 aprile 2018

L’evento “Ecco la Storia” di domenica scorsa

Ecco la Storia.
L’evento
, di domenica scorsa, che ha reso protagonista la nostra Mulattiera, è stato un grande successo sotto tutti gli aspetti del programma, sottolineato dall’ interesse delle tante persone che vi hanno partecipato, dai ringraziamenti ricevuti, ma soprattutto dai sorrisi genuini , testimoni di una giornata condivisa, con quello spirito di un tempo, che l’evento voleva rievocare per spiegarne  radici e storia.
Gli assaggi di  semplici sapori del passato, le collane di nocciole, il pizzo al tombolo, l’esposizione degli antichi oggetti del  mondo contadino, il pranzo al sacco, la mostra dei nuovi cartelli storico illustrativi, la proiezione del lavoro svolto dall’ Ente Parco, la discesa guidata in mulattiera,  tutto è stato vissuto con gioia, attenzione e curiosità in attesa di risposte che per una volta, nessuna ricerca su internet avrebbe potuto dare.

La giornata però  prevedeva anche due momenti  inediti,  per me incognita di come sarebbero stati accolti.
Quello  musicale in mulattiera della violista Giulia Ermirio,  che non si può narrare, perché solo chi c’era  ne ha respirato la bellezza dell’esecuzione, immersi  in uno scenario unico tra occhi umidi di emozioni e il silenzio dei lecci,  e la sorpresa da donarsi a ricordo della giornata. Questa  merita qualche spiegazione, sia per la sua valenza storica che per la curiosità di chi l’attendeva. Una semplice galletta di pane con impressa la M mariana, portate all’altare in due cesti, uno dalle autorità civili e militari e l’altro da una “popolana”  in costume settecentesco ed un bimbo,  a rappresentare il passato che consegna il testimone delle proprie radici al nostro futuro.  Ispirandoci e facendo rivivere, per la galletta, una “tradizione di secoli” documentata, che si rinnovava ogni anno per la festa del Santo nella Chiesa di San Bartolomeo, la galletta di domenica scorsa portava impressa  la “M “ per commemorare e far conoscere un’altra pagina storica della nostra città. Il 28 novembre del 1948,  Il Consiglio Comunale di Rapallo, riunitosi in Seduta Solenne, col  primo Sindaco, avv. Maggio, dell’ Italia finalmente Repubblicana, su proposta del Comitato di Liberazione Nazionale, datata 6 maggio 1945, delibera di inserire la “M”  Mariana nello stemma della Città, presenti  anche le autorità militari, civili, ecclesiastiche e il popolo “ …tutti i sigg. Consiglieri si alzano, acclamano, ed approvando così all’unanimità la proposta per acclamazione”“La cerimonia si chiude quindi fra le acclamazioni del popolo (che affolla il salone e l’atrio) cui fanno eco la campana della Torre Comunale, la campana della Chiesa e delle Cappelle e la sparata di mortaretti.”

Con questa decisione si  volle festeggiare la fine della guerra e la ritrovata libertà, riconoscendo oltre all’indubbio sacrificio degli uomini, anche alla Patrona, un ruolo per  gli scampati  pericoli del passato e per la protezione  futura.

Al di là della fede che resta sempre una scelta individuale, è nostra opinione  che questo momento sia una pagina storica da conoscere integralmente e commemorare, specie quest’anno che saranno i 70 anni di quel giorno, opinione condivisa da chi domenica si è messo in fila per portare nella propria casa una delle 200 gallette benedette dal Rettore che sono andate a ruba.  Forti anche di questo, abbiamo proposto che tale giorno, sia ricordato a Montallegro ogni ultima domenica di novembre. Quando un nostro evento ha successo ringraziamo sempre tutti, perché il grosso del merito sta proprio in chi partecipa e collabora, ma un grazie particolare oltre alle autorità e associazioni presenti,  lo dobbiamo alla Dott.ssa Francesca Carosio  della Regione Liguria-Settore Cultura che, pur impegnata, è intervenuta per complimentarsi dell’evento,  alla famiglia Pastorino per i documenti, ad  Andrea Mantovani per la creazione del timbro e al panificio Vivaldi che ha realizzato, sopportandomi durante le varie prove, le antiche gallette, donandocele per l’occasione, come suo grazie alla Patrona della città. Anche questi gesti vanno citati perché  son parte della storia del “nostro popolo”  che un giorno forse, qualcun altro scriverà.
Nadia Amalia Molinaris
quale addetto stampa  Circolo della Pulce

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foto  di Anna Traversaro e Dino Alloi

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